Fabula. Nel bel mezzo del cammin della tua storia

Se hai la fortuna di poter scrivere un racconto “di getto” non ti serve nulla, ma se niente niente ti ritrovi a rallentare il ritmo dello scrivere o – addirittura – ti fermi “a un bivio”, allora potresti aver bisogno di qualche aiutino. Niente paura: ci siamo qui noi, con una valigetta piena di sostegni teorici e strumenti pratici utili a ogni evenienza.

Adesso ci occupiamo di un argomento serio. Assai.

Parleremo infatti di struttura logica del racconto, di soluzioni per impostare la trama e di varianti nella rappresentazione cronologica degli eventi. In breve, ci occupiamo di tecniche narrative.

Primo step: pillole di teoria.

Una storia classica poggia su due pilastri: fabula e intreccio. 

La fabula corrisponde ai singoli accadimenti che coinvolgono il protagonista (o i protagonisti) della tua storia. Rimanda dunque al “cosa succede”.

Per fare un esempio molto semplice: 1. Cappuccetto Rosso riceve dalla mamma il cestino con le provviste, assieme alla raccomandazione di portarlo alla nonna malata senza fermarsi nel bosco 2. Cappuccetto si mette in cammino, ma nel bosco si lascia avvicinare dal lupo cattivo cui rivela dove abita la nonna 3. Il lupo arriva per primo, mangia la nonna e ne prende il posto a letto 4. Cappuccetto Rosso arriva dalla nonna, ma si rende conto troppo tardi della sostituzione e il lupo riesce a mangiare anche lei 5. Un cacciatore di passaggio si accorge dell’accaduto, uccide il lupo e fa uscire nonna e nipote dalla sua pancia.

Lieto fine (a non contar del lupo).

Per parte sua, l’intreccio rimanda al “quando si racconta” ciò che succede, dunque all’ordine nel quale gli eventi vengono rappresentati nel racconto. Nel nostro caso: 1-2-3-4-5. Ciò che abbiamo descritto è infatti un intreccio lineare e strettamente cronologico.

Tuttavia, tale opzione non è che una tra tutte quelle a disposizione dell’Autore.

Potremmo infatti sparigliare l’ordine e partire dal “capitolo 4”.

La narrazione inizia quindi nella stanza della nonna, quando il lupo balza dal letto per mangiarsi la bambina. In quel frangente, Cappuccetto Rosso ricorda le raccomandazioni della mamma e si pente di non averle seguite. La storia riprende quindi dalla partenza e ci porta al gran finale, non ancora rivelato. L’intreccio diventerebbe quindi: 4-1-2-3-5.

Tecnicamente, avremmo utilizzato una “analessi”, uno stratagemma che consente di muoverci nel tempo per rappresentare prima – sulla carta – ciò che in realtà avviene cronologicamente in altro momento. Nel cinema, per ottenere il medesimo risultato, avremmo fatto ricorso al “flashback”.

Questa non è che una piccola dimostrazione pratica di come anche una storia elementare possa essere scomposta e ricomposta in vari modi, a seconda dell’estro e dell’inventiva del narratore. Puoi facilmente immaginare ulteriori varianti, con alternanze, ribaltamenti di prospettiva e persino ripetizioni del plot da diversi punti di vista (sentiamo cosa dice il lupo …).

Secondo step: strumenti pratici.

Finché ci esercitiamo con i Fratelli Grimm, l’operazione è relativamente semplice. Diverso è il caso in cui ci si debba occupare di un romanzo che, per di più, ancora non c’è, perché ancora da scrivere.
Gestire eventi, protagonisti, storia principale e rivoli secondari può diventare complicato e dalla cronologia lineare al ginepraio ci vuole un attimo.

Consiglio per il tuo lavoro: prova ad utilizzare Fabula (www.fabuladeck.com).

Si tratta di uno strumento di sostegno logico – sviluppato secondo criteri di comunicazione piuttosto raffinati – che facilita la strutturazione dei racconti basandosi sulla rappresentazione visiva delle sue componenti essenziali. Grazie al suo impiego, diventerà per te molto più semplice scomporre e ricomporre la struttura narrativa, proprio come fosse un gioco a incastri.

In breve, Fabula è un cofanetto che contiene 42 carte, appositamente create per essere attaccate a una lavagna, al muro o addirittura al pavimento. Questo espediente d’uso, solo apparentemente banale, è in realtà fondamentale per consentirti di visualizzare la storia.

Le carte sono suddivise in tre gruppi, distinti per colori.

Le 12 carte blu contengono gli input della storia: protagonista, suoi alleati e avversari, ma anche narratore, idee e temi sugli eventi, loro varianti e combinazioni. Impostate in forma di domande, ti permettono di riflettere sul plot e su come svilupparlo, tra tema centrale e storie ancillari.

Le carte gialle (18) ti offrono la rappresentazione in fasi dell’evolvere del protagonista: situazione inziale, evento scatenante, inciampi di percorso, cambiamento e finale. Fabula ti offre la base, tu scegli, imposti e scrivi.

Infine, le restanti 12 carte nere supportano l’intreccio. Una carta per ciascun atto – prologo, set-up, crisi, sviluppo etc. – ti aiuterà a giocare con i tempi del narrato. Puoi infatti spostare, provare e correggere a piacimento, senza che la tua maionese (il racconto) impazzisca a ripetizione.

Puoi provare e renderti rapidamente conto di come il comporre sulla superficie davanti ai tuoi occhi possa diventare un vero e proprio metodo di lavoro. Va da sé che potrai personalizzare l’esercizio a piacere.

Ovviamente, questi sono solo “ferri del mestiere”, ma a fare la differenza saranno sempre la tua fantasia e la tua originalità. Ricordati che – per valorizzarle al meglio – accanto agli strumenti, ci sono anche le persone, ovvero noi, pronti a darti tutto l’aiuto che ti può servire.

 

 

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