La mappa del libro (seconda parte)

Completiamo la nostra passeggiata virtuale attraverso le componenti strutturali del libro per individuare dove e come il self-editor può intervenire per promuovere se stesso e il suo lavoro. Raccomandazioni e suggerimenti per interventi mirati ed efficaci.

Bentornato.

Siamo contenti di vedere che ti sei appassionato all’argomento e – soprattutto – che non hai perso la via tra piatti, sovra-coperte e dorsi. Siamo dunque pronti per proseguire la nostra visita.

Si parte, segui l’ombrellino.

Nelle edizioni standard, copertina e quarta proseguono con due mezze-pagine che vengono ripiegate all’interno del libro. Si tratta delle alette che, nella realtà, hanno misura variabile, a seconda delle scelte stilistiche e tipografiche. 

Lo spazio offerto da queste estensioni della copertina è generalmente sfruttato a fini commerciali e dunque promozionali. Non vi sono regole stringenti, piuttosto delle prassi consolidate.

Sull’aletta della prima di copertina si preferisce inserire il sommario dell’opera, eventualmente con qualche estratto del racconto originale. Lo scritto può proseguire o meno sulla seconda aletta. In questo modo, si viene a creare il “biglietto da visita” del libro: sarà a questo breve estratto, infatti, che i lettori potenziali si indirizzeranno per capire se acquistare il libro o comunque se investire il loro tempo nel leggerlo. 

La composizione di questa sezione non può quindi essere sottovalutata. 

La trama del libro è determinante di per sé – se la storia è debole, inevitabilmente sarà poco convincente anche il suo abstract – ma non basta. Scrivere un sommario efficace è un esercizio impegnativo.

Il nostro suggerimento è di ragionare “a togliere” anziché “ad aggiungere”.

Ci par di vedere uno sguardo perplesso.

L’idea è questa. Evita pure di inserire a tutti i costi il canovaccio che caratterizza la trama, premessa-corpo-epilogo, come pure il richiamo a tutti i personaggi della storia, e concentrati invece sui suoi tratti essenziali. Meglio un “storia d’amore e d’amicizia tradita” rispetto a un pedissequo riassunto, che rischia di togliere coinvolgimento e suspense al lettore. Una buona soluzione può anche essere quella di riportare soltanto l’avvio della vicenda, sino al sorgere dei problemi che il protagonista dovrà superare, lasciando sospesa la successiva evoluzione degli eventi.

L’aletta della quarta di copertina – o almeno la sua sezione rimasta libera – è in genere riservata alla presentazione dell’Autore.

Non un curriculum, ma una sua ragionata rielaborazione, nella quale inserire dati biografici, un breve excursus tra educazione, privato e carriera professionale, la menzione dei riconoscimenti o dei premi alla narrativa cui si è partecipato o che sono stati vinti.

Come dici? Se il palmares è ancora vuoto? Si inventa spudoratamente, di preferenza citando sperdute località estere, per evitare controlli incrociati. Oppure, si sorvola – che è più elegante – e si insiste su aspetti quali la passione per lo scrivere, la vita avventurosa o semplicemente “doppia”, tra quotidianità e scrittura.

Un tempo, spesso era qui che trovava posto anche una foto, un primo piano dell’Autore.

 Oggi, è un’opzione che si preferisce evitare, anche per ragioni pratiche – una bella foto e una sua precisa riproduzione richiedono un certo lavoro, parecchio tempo e, alla fine, un budget dedicato.

Tuttavia, se ti dovesse piacere, è una possibilità che merita di essere presa in considerazione.

Nota che, nelle edizioni di lusso o – all’opposto – in quelle super-economiche, le alette scompaiono. In questo caso, sommario e profilo dell’Autore trovano collocazione direttamente sulla quarta – soluzione frequente nella fascia economy, rara in quella luxury.

A guarnire il tutto, può comparire infine una fascetta. Si tratta in genere di un nastro di carta o plastica, dal colore sgargiante e ben evidente sulla copertina. Si tratta di un puro strumento di marketing, pare di origine americana, ma oggi più diffuso in Europa. In Italia – a sentire i distributori – funziona. Contiene in genere un breve “strillo” che può indicare un recente riconoscimento (ad esempio: "Vincitore del Premio Strega 2019"), un dato statistico ("100.000 copie vendute in tre mesi") oppure ancora un giudizio della critica – in termine tecnico, un “blurp” ("Assolutamente imperdibile! Affascinante, dalla prima all’ultima pagina").

Ove decidessi di inserire questo “spot” promozionale alla tua pubblicazione, dovrai curare tre punti chiave: colore, testo, natura di quest’ultimo. 

Tieni presente che la fascetta deve risaltare sulla copertina, ma anche accompagnarsi a essa in modo armonico. Scegli dunque un colore non prevalente su quest’ultima e agganciati a esso. Per spiegarci meglio, se hai una copertina nera con un titolo in bianco e un breve sottotitolo in verde, la fascetta perfetta potrebbe essere verde, con testo bianco. Se non sei ancora Autore da best seller, cerca una frase a effetto nel testo o ricava da esso il messaggio chiave e riporta quello. In alternativa, il giudizio di un "first reader" può andare ugualmente bene. Ricorda sempre che basteranno poche – e ben misurate – parole.

Un ultimo consiglio: parlane con noi. Ne abbiamo viste di tutti i colori (letteralmente!) e possiamo consigliarti realmente per il meglio.

 

 

Sai come creare una buona copertina?