La mappa del libro (prima parte)

Si fa presto a dire libro… ma conosciamo davvero l’oggetto di cui parliamo? La sua struttura è talmente nota e tutto sommato statica – costante e identica a se stessa – che tendiamo a trascurare la sua puntuale comprensione. Eppure, tanti segreti si nascondono tra copertina e impaginazione.

Svolgiamo insieme un esercizio.

Scegli un libro, va bene uno qualsiasi, meglio Il Maestro e Margherita de I Fratelli Karamazov, per restare in Russia, ma solo per ragioni pratiche di maneggiabilità: sono entrambi dei capolavori, tuttavia nel corso della sessione sorvoleremo sul contenuto.

Adesso, posalo – delicatamente – sul tavolo davanti a te. Osserviamolo insieme.

Quella che hai davanti agli occhi è la copertina (wow, grande scoperta! Genio! Silenzio laggiù in fondo, per cortesia). 

Ne esistono di vari tipi. Possiamo trovarci di fronte un “piatto”, ovvero una pagina rigida composta da un cartoncino ricoperto o avvolto da una sovra-coperta, oppure ancora un foglio morbido, più o meno plasticato. Puoi immaginare come ciascuna di queste soluzioni tecniche corrisponda a una scelta stilistica compiuta a monte, comporti dei costi e soddisfi anche diversi requisiti di utilizzo.

In generale, un piatto con sovra-coperta plasticata (con eventuale testo in rilievo) ha un costo superiore a una copertina morbida in foglio unico. Se però adottassimo soluzioni particolari per lo stampato – colori, trama, effetti – anche la copertina morbida potrebbe diventare costosa. Le varianti sono comunque numerose. Un tempo, erano di gran moda le rilegature in piatto rigido con finitura in tessuto, seta o pelle. Oggi sono desuete, ma per un certo tipo di edizioni sono ancora richieste.

Per la tua pubblicazione, ti suggeriamo di confrontarti con il tuo editor e la tipografia di fiducia – a meno che il testo non sia destinato a uscire unicamente in versione elettronica, nel qual caso la questione è superata. Tieni presente che se il tuo libro entra in una Collana o nella “scuderia” di un editore con un’immagine di brand prevalente, potresti essere tenuto ad adottare una livrea pre-confenzionata. Diverso è invece per quanto riguarda il self-publishing: in quel caso sei solo tu a decidere che volto dare al tuo libro.

Quale che sia la scelta di tuo gusto, ricorda che la copertina avrà poi un contenuto fisso.

Dovrà infatti presentare: titolo (ed eventuale sottotitolo) dell’opera, nome dell’autore (o degli autori, se più di uno), nome e/o logo dell’editore e/o della collana di cui fa parte. È raro – ma può accadere – che compaiano anche una breve citazione, un rimando alla trama o un commento della critica.

Se abbiamo previsto un piatto con sovra-coperta, sarà quest’ultima a contenere le informazioni complete, mentre la sezione rigida potrà rimanere “nuda” o al più riportare solo titolo e autore.

Al suo design, abbiamo dedicato una sessione apposita. Qui ricorda soltanto che non sono ammesse, né avrebbero senso, varianti al format di base.

Step due, gira il volume, appoggia la fronte (del libro, non la tua) sul tavolo.

Stai ammirando la quarta di copertina. Per la precisione, la seconda coincide con il retro della copertina stessa, la terza è l’interno della quarta… Ci siamo tutti? Recuperate il gruppetto che si è infilato al bar!

Per evidenti ragioni, la quarta è fatta della stessa materia della copertina – tecnicamente, il foglio è infatti unico.

Nell’editoria classica, la quarta restava spoglia, con al più un piccolo fregio o una decorazione.

Cambiati i tempi e le esigenze di mercato, sono mutate anche le soluzioni adottate – sebbene, alcuni esempi “classici” si trovino ancora in circolazione: per rendertene conto, dai un’occhiata al caso di successo, ottima fonte di ispirazione, della Sellerio editore e dei suoi best-seller blu.

Nella prassi comune, la quarta di copertina viene principalmente utilizzata come supporto commerciale.

In versioni editoriali senza sovra-coperta, o comunque senza alette, vi troveremo spesso un estratto della trama e una presentazione dell’Autore, integrate eventualmente da citazioni o estratti – favorevoli – della critica. Nel caso di un’edizione con sovra-coperta, si approfitta dello spazio in più per insistere su commenti dell’autore, recensioni, menzione di premi ottenuti o altre informazioni promozionali.

È interessante notare come eventuali commenti mitigati della critica (“semplicemente illeggibile”, “utilizzatelo per accendere il camino”, “ottimo come zeppa, se vi balla un tavolo” ecc.) non trovino invece spazio in questa sezione. Né altrove. Astuzie del marketing.

Tra le due – prima e quarta – si inserisce il dorso, altrimenti detto “costola” o più brevemente “costa”.

Al tipografo serve per la rilegatura, al suo interno si stende infatti la colla, e per coprire la piega dei fogli di stampa. Ai grafici e al marketing torna utile perché – quando viene riposto nello scaffale o in una pila (vedeste le torri che abbiamo qui intorno…) – è l’unica parte visibile dello stampato.

Ancora una volta, il contenuto è dato: titolo, autore, editore. Un efficace minimalismo, da rispettare.

In tutto questo, il nostro aiuto al self-editing si dispiega in due direzioni: scelta della soluzione tecnico-stilistica più adatta alla singola pubblicazione, da un lato, cura dei testi che potranno essere inseriti negli spazi disponibili, dall’altro.

Lo sportello è aperto: siamo a tua disposizione!

 

 

Sai come creare una buona copertina?