Vesti il tuo libro: la scelta dei colori (terza parte)

Impatto emotivo dei colori: fatto. Strumenti per abbinare contesto e tinte: fatto. Finalmente ci occupiamo di composizione grafica per copertina e pagine. Vediamo tra quali opzioni ci si può muovere e a che risultati si può approdare, rispettando le tue preferenze e i vincoli della tecnica.

Basta con la teoria, adesso sporchiamoci le mani!

È arrivato il momento di fare la punta alla matita e affrontare copertina, titoli e inserti per le nostre Cime Tempestose.

Parliamo di colori, quindi un quesito preliminare: hai pensato al bianco e nero?  

Spiazzante, ma non privo di una sua logica. In effetti, il Black & White può essere la tua:

Opzione 1

Dobbiamo lavorare su un romanzo dalle atmosfere parecchio dark e vagamente claustrofobiche. Il caro, classico, immortale inchiostro nero sulla pagina candida ha innegabilmente la sua efficacia.

Elegante, ricercata, demodé e quindi personale, è un’opzione che non può essere scartata a priori.

Per un certo tipo di pubblicazioni (ritratti fotografici, ad esempio) diventa anzi una precisa scelta artistica. Da evitare, però, nei libri per i più piccoli, i manuali di formazione e motivazione, le guide turistiche.

Il nostro suggerimento: considera trasparenze e sfumature, in modo da ottenere piani diversi con il grigio, e le immagini. Non avendo distrazioni, potresti azzardare inserti e grafiche più ricchi d’effetto, in modo da evidenziare con forza la tua scelta stilistica. 

Nota operativa: è una soluzione non necessariamente guidata da esigenze di budget, ma certamente low cost.

Opzione 2

Preferisci una nota di colore? Va bene, proviamo allora ad aggiungere una tinta – una soltanto.

Un tempo dominante nelle grafiche tipografiche, oggi il bicolore è meno popolare, dal momento che i costi per le stampe a colori sono crollati. A noi interessa però il ragionamento estetico, dunque non ci facciamo guidare dalla prosaica legge del borsellino.

Potresti utilizzare la tinta che ti piace – perché no, il famoso “malva della brughiera” – e realizzare ad esempio con quella lo sfondo della copertina. Su questo, potresti stampare in inchiostro nero (e sue sfumature in grigio) un’immagine evocativa del tuo plot, quasi a ricreare un gioco d’ombre. Potresti riprendere poi il malva nel titolo dell’opera e dei capitoli. Tinta su tinta, giocando sulle trasparenze, questa soluzione ti può consentire delle rese davvero originali.

In alternativa, potresti invertire la colorazione e stampare in gradazione di malva l’immagine sulla copertina a fondo nero. Per il resto delle grafiche, sarai libero di alternare nero e malva.

Hai quindi libertà di creazione, ma tieni presenti alcune considerazioni.

Quando vuoi far risaltare l’immagine in nero e grigio, scegli una gradazione light per il colore di fondo. Se impieghi delle foto, assegna preferenza a quelle nitide e con contenuti ben definiti. In questo modo, otterrai un effetto-contrasto di maggiore impatto.

Se vuoi osare un po’ di più – magari perché stai lavorando su un manuale, una guida o un saggio – abbina un’altra tinta alla tua tavolozza di nero e malva.

Potresti trarre ispirazione ancora da Picular per evocare un altro elemento di contesto o per dare consistenza a una tua sensazione e poi affinare con una mazzetta Pantone la scelta sulla tinta.

Un professionista si comporterebbe allo stesso modo.

Opzione 3

Rompiamo gli argini e dilaghiamo con i colori.

D’accordo, siamo con te, ma ci corre l’obbligo di manifestare un fermo intendimento: a un certo punto ci fermiamo. Dove? Ai 10, davvero massimo 15 colori. Anche nelle pubblicazioni per bambini, infatti, l’eccesso può comportare tutta una serie di problematiche nella stampa e nella riproduzione a video che andrebbe a compromettere il risultato finale. Dunque, sì ai colori, ma con dosaggi e sobrietà.

Se provi a impostare uno sfondo della pagina con una prima tinta e su questa utilizzi 2-3 colori a contrasto per titoli e sottotitoli, vedrai che la resa finale ha sicuramente forza grafica, senza perdere in stile e personalità. Persino nelle pubblicazioni per l’infanzia, i giusti equilibri ti possono consentire di indirizzare l’attenzione dove ti pare più utile – testo o immagini.

A questo punto, potresti aver deciso di inserire una o più fotografie a colori nel libro e vorresti rispettare in pieno la loro pluri-cromia. Si tratta di una scelta perfettamente legittima e condivisibile, per l’attuazione della quale si pone il solo problema del costo finale per la stampa.

Ciò che è importante è che tu riesca a mantenere una coerenza stilistica di fondo. Nello scegliere la tua tavolozza, cerca di rispettare gli abbinamenti tra le tinte e le considerazioni che abbiamo fatto nelle scorse sessioni su testo, audience e sensazioni trasmesse. 

Se lo ritieni, puoi farci avere il tuo bozzetto per un’opinione, o ancora possiamo sederci uno accanto all’altro all’inizio dell’esercizio di composizione. Ciò che conta è che alla fine tu sia soddisfatto del risultato raggiunto, convinto che il prodotto finito rappresenti al meglio ciò che sentivi di voler comunicare.

Siamo qui per questo.

 

 

Sai come scegliere il colore migliore? Prova Picular!