Vesti il tuo libro: la scelta dei colori (seconda parte)

Nella sessione precedente del nostro mini-corso in grafica editoriale abbiamo introdotto il tema della combinazione soggetto-colori-emozioni. Adesso facciamo un altro passo in avanti e vediamo come si può procedere a individuare la palette cromatica del tuo libro e quindi alla definizione di un suo stile originale.

Vento, pioggia, una magione sperduta nella brughiera, gelosia e romanticismo, follia e fantasmi.

Potresti essere una novella Emily Bronte alle prese con il tuo Cime Tempestose, una tormentata storia d’amore e passione ambientata in un remoto – e respingente – paradiso.

Come rendere, anche graficamente, il senso di tutto questo, magari sin dalla copertina del libro?  

La brughiera potrebbe essere un ottimo spunto per partire: esprime di per sé tutta l’asprezza e l’isolamento – fisico e figurato – dei tuoi personaggi, capaci però anche elevarsi a vette (cime) inaspettate di tenerezza, quando spunta il sole.

Sì, certo!

Ma che colore ha una brughiera uggiosa (gigioneggiando con le citazioni…)?

Rispondere bene al quesito corrisponde a una tra le quotidiane difficoltà in cui si imbattono anche i professionisti. Come se ne esce? Con la tecnica, of course. E con gli strumenti adatti.

Te ne proponiamo un paio, che ti potranno essere utili, se ben impiegati, non soltanto per la grafica, ma persino per ispirare la scrittura in senso stretto.

 
Picular trova per te la gamma di colori più adatta per ciò che cerchi: in pratica, il Google dei colori.

Il primo è un vero e proprio supporto al design. Si chiama “Picular” e lo trovi online su picular.co.

La maniera più semplice per descriverlo è dire che si tratta del Google per i colori. In effetti, è proprio un motore di ricerca, capace di associare a un determinato vocabolo – che può riferirsi tanto a un oggetto fisico quanto a un elemento astratto – la sua palette di colori.

Così, per fare un esempio, se inserisci “moorland” (brughiera) nella tendina di ricerca, il programma ti propone una quindicina di tinte corrispondenti – dal verde muschio al rosa-mattone dell’erica in fiore. Per ciascuna, un’immagine fotografica ti illustra radice e motivazione dell’abbinamento.

Individuato il colore che più ti piace, grazie al codice associato, è possibile ottenere immediatamente la scala di riferimento in quadricromia (CYMK) per la stampa o in RGB per la riproduzione a video.

Un lavoro da specialista realizzato in pochi istanti.

Ad esempio, il malva che avremmo scelto per la nostra brughiera ha per codice #9f6974. Tecnicamente, si tratta di una declinazione di rosa-rosso con traduzione CYMK: Cyan 0%, Magenta 34%, Yellow 27%, Black 38%, e che nel sistema RGB si comporrebbe invece di rosso al 62%, verde al 41% e blu al 45%. Da qui, si possono studiare abbinamenti e varianti, come pure passare direttamente in tipografia. 

Se il nostro esercizio ti fosse sembrato troppo semplice – “fenomeno… avevi già brughiera, così son bravi tutti” – puoi seguire un percorso diverso, inserendo nella ricerca direttamente Cime Tempestose e osservare quindi il risultato ottenuto (una ventina di proposte…), oppure ancora “follia” (altrettante). Come dicevamo, Picular vale infatti non solo per gli oggetti fisici, ma pure per emozioni, stati d’animo e sensazioni.

Provalo, esattamente come fanno le migliaia di creativi e grafici che lo utilizzano ogni giorno.

Per valutare le varianti del colore che ti dovesse piacere, faresti bene a tenere sotto-mano (e pure sott’occhio) una mazzetta di campioni. Ne esistono di fisiche – quelle per tinteggiare le pareti, per intenderci – e ovviamente di virtuali, per la visualizzazione a schermo.

Tra le più famose, con applicazioni specifiche dedicate alla grafica, ci sono quelle del Pantone Institute, che trovi anche online su www.store.pantone.com

Pantone ha creato anche un sistema di matching tra grafica e stampa basato sulla corrispondenza tra i propri codici e le cromie tipografiche CYMK o a video RGB. Oggi è di fatto uno standard per il settore, indispensabile per chiunque operi nel campo. Nel consultarle, non dimenticare che le colorazioni a video possono virare – anche sensibilmente – quando passi alla stampa. Prima di compiere la decisione finale, chiedi allora di fare delle prove o almeno consulta le mazzette dal tuo tipografo di fiducia.

Quando hai compiuto la tua scelta, ti consigliamo un ultimo passaggio: inserisci i colori sul bianco della pagina vuota e poi aggiungi il testo di prova in nero. L’effetto finale potrebbe sorprenderti, dal momento che, alla percezione del tuo occhio, la somma tra le varie tinte potrebbe generare un risultato diverso da quanto ti aspettavi. Una verifica, dunque, è opportuna.

Individuato un colore di base, puoi giocare su un paio di combinazioni – giocando con le sfumature o i possibili abbinamenti – per le varie componenti della pubblicazione: titoli, elementi grafici, riquadri e immagini. Dovrai cercare l’equilibrio e su questo particolare si noterà la qualità del lavoro finito.

Avremo modo di parlarne nella prossima sessione. Nel frattempo, per qualsiasi dubbio, chiarimento e approfondimento, non esitare: sai dove trovarci!

 

 

Ti sei perso la puntata precedente? Sai che ogni colore ha un suo significato?